UDS Sardegna

Quasi 20milioni di euro contro la dispersione scolastica. La BAIRE:Atto dovuto per dare lavoro ai precari sardi.

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CAGLIARI, 23 OTTOBRE 2009 - In attesa della ridefinizione dell'accordo tra il Miur e la Regione Sardegna, l'Assessorato alla Pubblica Istruzione ha dato il via libera alle "Linee guida" per l'attuazione della delibera, adottata lo scorso settembre dalla Giunta regionale, che stanzia 19.800.000 euro per interventi a sostegno dell’Autonomia organizzativa e didattica e contro la dispersione scolastica nell’isola. 

I progetti presentati dalle istituzioni scolastiche dovranno avere come obiettivo, nel rispetto anche delle indicazioni contenute nell’ordine del giorno approvato il 22 settembre scorso dal Consiglio regionale, l’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione dei giovani e, in particolare, il contrasto dell’abbandono scolastico, il miglioramento dei livelli di apprendimento e delle relazioni con il contesto sociale, la piena integrazione scolastica degli alunni, per rimuovere le cause che ostacolano il successo negli studi, e la promozione di un concreto accordo tra scuola e imprese. 

La direttiva prevede quattro linee di attività ovvero azioni funzionali all’autonomia scolastica attraverso progetti di orientamento e supporto psicopedagocico e laboratoriale, interventi a sostegno dei diversamente abili, équipe di studio per il recupero e il riallineamento delle competenze di base e, infine, percorso didattici integrativi con attività pratiche in realtà aziendali.

"L’adozione delle Linee Guida rappresenta - ha spiegato l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Maria Lucia Baire - un atto dovuto per evitare che la Sardegna perda, come accaduto nel recente passato, risorse importanti in grado di assicurare un’opportunità di lavoro ai tanti precari del mondo della scuola".

Possiamo ritenere del tutto inappropriate le dichiarazioni dell'assessore regionale. Quei finanziamenti servono per realizzare iniziative che diano un reale supporto alle scuole superiori. Parliamo di stages nelle scuole tecniche e professionali, attività pomeridiane non solo sportive ma anche ricreative. Se poi queste creano giovamento ai precari a noi non dispiace ma di certo il pensiero primario va ai giovani disagiati.

Iniziamo ad aiutare concretamente gli studenti. Abbassiamo gli abbonamenti dei mezzi di trasporto per gli studenti del 50%. Rimborsiamo l'acquisto dei libri di testo e garantiamo i libri di testo in comodato d'uso anche a chi ha un reddito superiore ai 20mila euro.

Vogliamo Contare le stelle

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Interpretare in maniera estensiva questo articolo dello Statuto, avviando una consultazione nazionale che investa tutte le scuole secondarie superiori del Paese. Questo è l'intento del Referendum Studentesco Nazionale “Vogliamo contare le stelle, vogliamo assaltare il cielo” che si svolgerà dal 28 ottobre al 8 novembre, al fine di creare nei territori meccanismi di partecipazione alle lotte in forma inedita e sperimentale. Il Referendum, promosso dall'Unione degli Studenti, vuole essere preludio tematico e formativo per l'ondata di mobilitazioni che investiranno la seconda parte dell'Autunno.

Il Referendum Studentesco Nazionale vuole trasformarsi in una lente di ingrandimento rispetto alle priorità avvertite dagli studenti, e sottoporre al parere degli studenti quelle che sono le richieste portate avanti dall'UdS e dal movimento studentesco.

Già Nel dicembre 2007 è stata utilizzata per la prima volta il la pratica della consultazione tramite referendum a livello nazionale, promosso dall’Unione degli Studenti: tutte le studentesse e gli Studenti che hanno partecipato (ben 40.116!!) si sono espressi sui provvedimenti del governo in materia di istruzione e su ciò che il Ministro Fioroni stesso, secondo gli studenti, avrebbe dovuto mettere in campo. Proprio a seguito di questo straordinario momento di partecipazione diretta, il ministro Fioroni ha dovuto prendere atto del fatto che gli studenti volevano una carta che garantisse sconti sui consumi culturali e di fatti quest’ultima è stata realizzata. Anche se non tutto ciò che gli studenti avevano chiesto è stato accolto e anche se non tutti i provvedimenti giudicati negativi sono stati ritirati, questo referendum ha rappresentato un primo importante traguardo: il Ministero della Pubblica Istruzione è stato messo innanzi alla volontà manifesta degli studenti, espressa attraverso uno strumento formale.

E' ora importante riprendere questo strumento, aumentare esponenzialemnte il numero degli studenti partecipanti al referendum e far sentire forte la nostra voce!

E' IMPORTANTE CHE OGNUNO DI NOI, A PARTIRE DALLA PROPRIA SCUOLA, CONTRIBUISCA PER FAR PARTECIPARE IL NUMERO PIU' ALTO POSSIBILE DI STUDENTI!

Ecco i principali temi del referendum:

DIRITTO ALLO STUDIO

E' un diritto individuale garantito universalmente dagli art. 33 e 34 della Costituzione e si riferisce all'accesso ai livelli di istruzione di base, e all'accesso meritorio ai livelli più alti dell'istruzione superiore ed universitaria, prevedendo forme di sostegno economico per gli studenti meno abbienti. Il diritto allo studio in Italia è regolato da leggi regionali che stabiliscono gli interventi da attuare affinché lo studio possa essere esteso a tutti e reso fruibile in maniera paritetica: libri di testo (materiale didattico), trasporti, mense, alloggi, forme di sostegno per diminuire le tasse d'iscrizione, borse di studio.

L'unione degli Studenti chiede una legge nazionale che definisca dei principi e degli strumenti, al di là delle specificità locali, che ogni singola Regione deve garantire per permettere a tutti gli studenti l'accesso alla formazione.


DIDATTICA

Per didattica si intende i metodi con cui i professori insegnano e cosa insegnano.  Molto spesso il metodo utilizzato in Italia è la trasmissione dei contenuti delle singole materie da docente a gruppo classe mediante la ”lezione frontale”, cioè l'apprendimento attraverso un unico canale informativo (docente). L'Uds chiede una didattica più innovativa, che faccia uso delle nuove tecnologie, di modelli di lezione che rendano più partecipi gli studenti stimolando la loro creatività e le loro inclinazioni personali.

Per questo l'UdS chiede che si istituisca un sistema di valutazione dell'insegnamento e l'istituzione di una commissione in ogni scuola composta da un uguale numero di studenti e docenti che possa discutere della didattica e fare proposte sul Piano dell'offerta Formativa (POF).


RAPPRESENTANZA E ORGANI COLLEGIALI

Per rappresentanza studentesca si intende il meccanismo attraverso cui la comunità delle studentesse e degli studenti riescono a portare le loro istanze all'interno dei luoghi di discussione e decisione, composti anche da docenti, genitori, personale ATA e dirigenti scolastici. Gli Organi Collegiali sono i luoghi in cui si prendono le scelte amministrative e di organizzazione di tutto l'impianto didattico-formativo. All'interno di essi studentesse e studenti hanno la possibilità di incidere nelle scelte che la dirigenza attua su tali livelli di intervento. Fanno parte della Categoria “Organi Collegiali”: il Consiglio di classe, il Consiglio d'Istituto, il Collegio Docenti.

L'UdS chiede che sia potenziata la rappresentanza studentesca e i diritti degli studenti con una legge nazionale,


STUDENTI IN STAGES

Lo stage o “tirocinio formativo” indica un'esperienza di durata molto variabile, allo scopo principale di apprendimento e formazione. Nel caso dello studente, lo stage può avere una funzione di orientamento nella scelta della facoltà universitaria, per capire se gli piace il lavoro che dovrà svolgere in futuro. Possono offrire stage: aziende private, enti pubblici, organizzazioni no-profit. Gli istituti tecnici, professionali, alberghieri, artistici e agrari stipulano annualmente accordi con nodi produttivi del territorio e stabiliscono i requisiti minimi di scelta del numero di studenti da impiegare negli stages. Nella maggior parte dei casi gli stages si compongono solo ed esclusivamente di pratica lavorativa senza corsi di formazione teorica e si svolgono prevalentemente nel periodo estivo. Con il riordino dei cicli gli stages saranno scelti da una commissione composta da docenti ed “esperti del mondo del lavoro”, quindi gli stessi industriali presso cui si svolgerà il tirocinio.

L'UdS ritiene che negli stages ci sia scarsissima democrazia: lo studente tirocinante non ha momenti di confronto con gli altri studenti sul buono svolgimento o meno dell’esperienza. Infatti, nel caso in cui lo stage non riguardi l’ambito di studio, la possibilità di lamentela è scarsissima.


17 Settembre, inizia la lotta!

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PULA. Tagliata una classe, studenti a lezione nel cortile. Rassegna stampa Studentesca

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La loro voglia di seguire la lezione ha prevalso su quei nuvoloni carichi di pioggia. Così, per i dodici alunni dell'Istituto alberghiero Azuni, il secondo giorno di scuola senza una classe a causa della riforma scolastica è filato liscio senza interruzioni. Due ore di inglese e altrettante di francese svolte dalle insegnanti nel giardino della scuola. Sono regolarmente iscritti ma la classe quarta con indirizzo turistico non esiste, è questa la situazione paradossale che gli alunni sono costretti a subire: nonostante tutto ragazzi e genitori non si danno per vinti e chiedono che il diritto allo studio prevalga sulla burocrazia. Le vicissitudini degli studenti rimasti fuori al suono della campanella sono legate alla pianificazione che l'Istituto ha effettuato tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo di quest'anno. La creazione di una quarta che ospitasse gli studenti che hanno scelto lo sbocco turistico era stata prevista, ma le cose poi sono cambiate e oggi i ragazzi., tra cui un diversamente abile, sono costretti a cercarsi un altro istituto in grado di ospitarli. «Dei dodici alunni, solo due si sono iscritti per la prima volta in questa scuola, altri due sono stati bocciati lo scorso anno in quarta e i restanti otto sono i promossi della terza - spiega la docente Marina Annis - anche se qualche ragazzo si è iscritto in ritardo questa classe era prevista nell'organico di diritto: non si può mandare questi studenti in una scuola lontana, alcuni di loro vengono da Domus de Maria o addirittura da Teulada. Dalla Direzione scolastica regionale non abbiamo avuto nessuna risposta: insegnare a questi ragazzi non comporterebbe nessuna spesa aggiuntiva». Oltre alla quarta con indirizzo turistico, la riforma Gelmini ha tagliato fuori anche una seconda del corso serale: niente lezioni dunque neppure per i lavoratori che cercano nella scuola alberghiera di ritagliarsi un futuro migliore. Intanto i genitori dei dodici ragazzi rimasti senza classe hanno inviato una lettera ai sindacati, agli amministratori comunali dei loro paesi di provenienza e al Provveditorato agli studi, chiedendo loro di farsi carico di questo problema. «Questa scuola e questo paese, che punta tutto sull'offerta turistica, non possono prescindere dall'avere un alto standard scolastico - spiega l'assessore alla Pubblica istruzione, Augusto Porceddu - chiederemo con fermezza alla Direzione scolastica regionale di dare vita a una classe che possa ospitare i dodici alunni».


IVAN MURGANA

DA PAG.19 DE L'UNIONE SARDA DI SABATO 19 SETTEMBRE 2009.


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